I migliori progetti della challenge de "Le città del futuro" - Robert Cutty
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I migliori progetti della challenge de “Le città del futuro”

Podio

I migliori progetti della challenge de “Le città del futuro”

La challenge de “Le città del futuro” si è ormai conclusa da qualche settimana. In questo periodo, i nostri giudici si sono dedicati all’attenta selezione del miglior progetto per ogni categoria.
I lavori arrivati sono stati tanti, e tutti fantastici. La scelta dei migliori, dunque, non è stata per niente semplice. Dopo un lungo lavoro di selezione però, i giudici ci hanno finalmente comunicato gli elaborati che li hanno maggiormente colpiti. Non ci resta quindi che comunicarli a tutti voi!

Il miglior progetto per la categoria “Arti visive”

Progetto le città del futuro, uomo davanti al duomo di MilanoPer la categoria “Arti visive”, il miglior progetto selezionato  stato quello di Alessandra Cordella e Giulia Albertini, che si sono immaginate una fantastica Milano del futuro.

“L’immagine proposta è ambientata in quella che potrebbe essere la futura Milano. Non è la Milano grigia e caotica che ci spiattellano i luoghi comuni, è una Milano dedicata a tutti coloro che pensano al progresso come ad una lunga collaborazione per un benessere senza esclusioni. Icona del benessere è sicuramente il ritorno al verde: il grattacielo sulla destra, rivestito di edera, è una citazione tematica del Bosco Verticale di Renzo Piano; cespugli e piante attorniano le strutture, moderne e storiche, come il Duomo sullo sfondo. Infatti, altro sinonimo di innovazione è la conoscenza dei fatti storici che accompagnano lo stesso progresso, che lo sostengono e lo raccontano. Il futuro è uno dei principali soggetti della fantasia umana, da sempre! È il concetto che il ragazzo in primo piano, vestito alla Marty mcFly, protagonista della trilogia di “Ritorno Al Futuro”, vuole trattare. Inoltre, il ragazzo è di spalle, come il famoso viandante dell’opera di Friedrich, a ricordarci il valore della ricerca, della scoperta e l’importanza di apprezzare ciò che è semplice e salutare.”

– Alessandra Cordella e Giulia Albertini

Categoria “Musica”

Dalla magica collaborazione tra Antonello Arabia, Maria Luisa Colalillo, Claudio Romano, Gaia Romano e Sofia Borghesi, nasce la canzone “Dopo”, selezionata come miglior progetto per la categoria “Musica”. Un brano che racconta delle paure portate dal periodo di emergenza sanitaria che abbiamo vissuto, e di quella che – secondo gli autori – sarà la città del futuro.

Curiosi di ascoltare “Dopo”? Cliccate il tasto play qui sotto!

Categoria “Scrittura”

Tra i tanti progetti scritti che ci sono arrivati per la categoria “Scrittura” della challenge de “Le città del futuro”, il migliore non poteva che essere uno. Si tratta del racconto-diario realizzato da Emma Pucci e Francesca Bonato. Un racconto-diario ambientato nel futuro, tra 40 anni, che ripercorre i primi tempo del lockdown fino ad arrivare al futuro e a tutte le sue innovazioni.

Ecco per voi di seguito un estratto del miglior progetto scritto de “Le città del futuro”.

Caro diario,

sono sempre io, la tua piccola Emma. Beh, ormai non più tanto piccola…con oggi sono 50!
Sono passati parecchi anni da che non prendo in mano carta e penna e mi metto a scrivere sulle tue pagine bianche. Così spesse. Così ruvide. Sono passati parecchi anni, in effetti, da che non prendo in mano un qualsiasi foglio di carta o una di queste mie tanto amate penne bic. Ricordo di essermene fatta esplodere più di una tra le mani, seduta al banco pasticciato della scuola elementare, ma poi più nulla.
E pensare che allora non sarei mai uscita di casa senza essermi assicurata di avere nell’astuccio le mie quattro bic colorate: la classica, quella nera, quella rossa per le correzioni, la verde per i titoli e, infine, la mia preferita, quella blu, con cui tenevo anche questo diario. Non ne ho più vista una da allora, tutto d’un tratto. In effetti “le penne” sono ormai passate di moda da molti anni, sostituite in tutte le loro funzioni dalle stupefacenti capacità della tecnologia. Mi spiego meglio…
Era il 27 Febbraio 2020, me lo ricordo bene, quando arrivarono le prime mail dalla scuola dicendo di restare a casa a causa dell’arrivo di un virus inaspettato, tal COVID-19, ricordi? Da quel giorno in poi, la scuola diventò la mia cameretta e i compagni di classe furono sostituiti dai miei due fratelli più grandi. Le lezioni erano online, le interrogazioni e le verifiche erano online, gli intervalli erano online. A cosa potevano dunque servire ancora i quaderni e le penne? Era tutto lì, accuratamente organizzato tra le cartelle del mio PC.
Si pensava fossero solo misure temporanee all’inizio, per evitare la diffusione del virus, ma era tutto così comodo e si risparmiava un sacco di tempo: niente più corse per arrivare in orario, niente più bulli pronti a prendersi gioco della mia bassa statura, e basta con la solita sbobba della mensa…insomma, una vera pacchia! La decisione delle autorità politiche risultava quindi più che scontata e, come da decreto, tutte le scuole si trasferirono da quel momento totalmente sul web. I fondi per l’istruzione? Beh, quelli furono totalmente investiti nelle nuove tecnologie, con l’obiettivo di progettare strumenti ancor più performanti per il nostro apprendimento.
Saranno stati circa 5 anni dopo quando, sui giornali, iniziarono a diffondersi alcune nuove ricerche sperimentali a favore di un avanzatissimo apparato tecnologico che gli esperti chiamavano “SLS, Synaptic Learning System”. Gli studi del tempo avevano dimostrato come sarebbe bastato istallare un piccolissimo impianto nelle nostre menti per poter trasmettere al cervello “pacchetti” di conoscenza in pochissimi secondi. Un metodo ancora più pratico e veloce per ottimizzare l’apprendimento di noi studenti!
Cosa ne pensavo allora? Le ultime pagine di questo diario risalgono proprio a quei giorni lontani…

1 Comment
  • Buletproof since 2013
    Posted at 15:15h, 29 Giugno Rispondi

    Fieri di aver vinto la categoria MUSICA.
    Con una collaborazione tra 3 generazioni diverse.
    con il brano DOPO di Briciola.

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