Supermercati: quanti tipi ne esistono? - Robert Cutty
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Supermercati: quanti tipi ne esistono?

Supermercati: quanti tipi ne esistono?

I supermercati sono, senza dubbio, alcuni dei posti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo. Addirittura, secondo alcuni studi, è stimato che l’essere umano passi circa il 2% all’interno dei supermercati: una percentuale decisamente non da poco.

Ma quanto sappiamo davvero di queste strutture all’interno delle quali passiamo così tanto tempo? Sapevate, per esempio, qual è la differenza tra ipermercati e iperstore? Vediamo di scoprire insieme qualcosa di più 👇🏼

Un po’ di storia

Ragazza in uno dei supermercati inglesiTutto ebbe inizio intorno agli anni ’80, quando – sulla scena mondiale – cominciò a prendere piede la così detta GDO, ovvero la Grande Distribuzione Organizzata.
La vera innovazione portata dalla GDO sta nel cambiamento del ruolo svolto dal commercio. Se inizialmente, infatti, il compito del commercio era esclusivamente quello di portare i consumatori a contatto con i produttori, ora questo comincia ad avere in mano il potere di influenzare non solo il processo decisionale di acquisto dei consumer, ma anche quello di produzione delle imprese.

Con il passare del tempo e con il successo sempre maggiore della GDO poi, cominciarono pian piano a differenziarsi in modo più dettagliato sempre più tipologie di punti vendita, che andarono in questo modo ad amplificare lo scenario del semplice supermercato. Ecco che si può cominciare a parlare così di ipermercati, liberi servizi e discount.

Tipologie di strutture di supermercati

Gli ipermercati

Gli ipermercati comprendono tutti quei punti vendita che contano una superficie maggiore di 2.500 metri quadri, e che assumono il nominativo di ipersotre nel caso in cui la loro area commerciale sia di una dimensione compresa tra i 2.500 mq e i 4.000 mq. Questo genere di negozi ha un catalogo di prodotti veramente ampissimo, che spazia dagli alimentari fino agli accessori per la casa e oltre.

I liberi servizi

A seguire troviamo i liberi servizi, ovvero store di piccole dimensioni, che variano dai 100 mq ai 400 mq, e che sono associabili ai tradizionali negozi delle origini. Questi promuovono una vendita esclusivamente al dettaglio, e sono principalmente rivolti ad un pubblico di quartiere.

I discount store

Per ultimi abbiamo i discount, meno noti anche come convenience store, caratterizzati da un’area di vendita che va dai 200 mq ai 1.000 mq. La vera peculiarità di questo genere di punto vendita è che è denotato da un allestimento interno abbastanza disadorno e minimale, e soprattutto che mette a disposizione dei propri clienti una varietà di prodotti veramente ristretta, ma costantemente scontata.

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