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Fuorisalone 2019: cosa ci è rimasto e cosa rimane ancora | Robert Cutty
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Fuorisalone 2019: cosa ci è rimasto e cosa rimane ancora da vedere

Anche quest’anno si è ormai concluso il Fuorisalone 2019.

Tempo di tirar le somme, dunque!

Anche per questa edizione possiamo dire di aver visto dei lavori e delle installazioni davvero carine ed originali. Abbiamo pensato di fare un giro nelle zone più importanti di Milano raccontandovi ciò che abbiamo visto e ciò che rimarrà disponibile ancora per un po’!

 

Il Tortona Design District e i colori di Gaetano Pesce

 

gaetano pesce fuorisalone

Gaetano Pesce: artefatti in resina.

Gaetano Pesce, l’artista della Maestà Sofferente, la gigantesca poltrona trafitta da una miriade di frecce che era presente in Piazza Duomo, ha creato per Corsi Design numerose opere ricoperte di fogli di resina. 

Nell’Opificio 31, coppe, lampade e sedie ci hanno così accolto avvolte in un tripudio di colori e forme singolari.

Negli artefatti pensati da Pesce si evincono bene le sue idee di femminilità e dell’”umanità di difetto”, che hanno portato alla creazione di forme sensuali ma al tempo stesso non-lineari e fuori dagli schemi classici e rigidi.

 

 

 

 

 

 

Le 5Vie e l’incontro con l’esotismo orientale moderno 

 

tappeti indiani

Jaipur Rugs: Wunderkammer.

Procedendo nel nostro giro siamo finiti nel distretto 5Vie, da sempre il cuore più intimo di Milano. Il Palazzo Litta e Via Cesare Correnti 14 ci hanno infatti affascinato con il loro esotismo lontano e genuino.

Proprio Palazzo Litta è stato oggetto della collaborazione di Matteo Cibic e Jaipur Rugs con la loro Wunderkammer (la camera delle meraviglie),  collezione ispirata dal viaggio del designer italiano proprio a Jaipur, capoluogo della regione indiana del Rajasthan. 

Ci hanno raccontato che i tappeti esposti, molto grandi e maestosi, sono il frutto del lavoro di 180 persone in 6 mesi di lavoro, di cui l’85 % donne. 

Completamente fatti a mano, sono giunti via India per poter essere ammirati da noi, portando quel sapore orientale che fa sognare di mete e meraviglie lontane da visitare.

Anche lo Showroom di Cesare Correnti ci ha deliziato con delle installazioni davvero originali e di grande impatto, che sono riuscite a fondere l’arte classica dei tappeti fatti a mano con un tocco di modernità immersiva e coinvolgente. 

Dalla quadripartita alleanza tra Studiopepe, Ilo Rugs, Almost Black e Massimiliano Camoletto, tre mostre in cui la parola chiave è una sola: sensorialità.

tappeti indiani originali

Ilo Rugs: tappeti indiani interattivi.

All’interno di ogni stanza dedicata, siamo stati così catapultati in un’esperienza coinvolgente che ci ha dato l’illusione di camminare su tappeti tribali dell’India profonda con tappeti interattivi che regalavano suoni a tema orientale, o su tappeti che ai loro fianchi godevano della ricostruzione di un piccolo fiumiciattolo scrosciante.

Infine, una grossa stanza che come pavimento aveva ghiaia nera, che ci ha dato la sensazione di trovarci in una valle di qualche meravigliosa e selvaggia regione indiana.

Insomma, sicuramente un lavoro non banale!

 

 

 

Brera Design District: Fondazione Pini e Missoni tra gli scudi 

 

carlos amorales

Black Cloud, di Carlos Amorales.

La Fondazione Pini ha accolto per questo fuorisalone l’opera dell’artista messicano Carlos Amorales e la sua mostra L’Ora Dannata. Così, in una casa completamente bianca, Black Cloud mette in mostra 15.000 farfalle nere che hanno invaso tutto lo spazio, creando un suggestivo effetto di contrasto cromatico. 

Perchè farfalle nere? Perchè l’opera simboleggia la pesantezza della vita, simbolizzata attraverso il nero delle farfalle, che però sono anche animali leggeri e liberi di volare. Come a voler dunque rappresentare la contraddittorietà della vita, con tutte le sfaccettature che questa ha!

Atmosfere più fiabesche e colorate nello Showroom Missoni di via Solferino, con l’artista Alessandra Roveda che propone una rivisitazione dello spazio domestico ricoprendolo di tinte morbide e sensuali, tutte completamente avvolte dalla maglia, materiale chiave dell’installazione.

Il tutto mixato con un tripudio di colori forti e vivaci che esprimono la freschezza di un’opera che mira alla dolcezza e al ricordo fanciullesco dell’osservatore. 

 

 

Lambrate Design District, Rippotai Ecodesign e le lampade

 

rippotai lampade

Lampade Rippotai Ecodesign.

Abbiamo concluso il nostro giretto virando sul Lambrate Design District. Tra le tante belle installazioni, quelle che più hanno attirato la nostra attenzione sono state quelle del FuoriSalmone 2019.

In via Massimiano 25, con una bella atmosfera pop e grafiche soprattutto tropical, i begli arredamenti Rippotai Ecodesign sono stati illuminati e supportati dalla bellezza colorata e curiosa delle Lampade lampotai, design box costituite da un cubo di cartone con all’interno la luce della lampada stessa.

Progettate a mano e dagli svariati utilizzi possibili – come abat-jour, lampada da tavolo o da parete o addirittura cassa Bluetooth, queste originali lampade hanno conquistato i nostri cuori!

 

 

 

Cosa è rimasto ancora del Fuorisalone 2019?

 

Dopo tante belle  esibizioni ed installazioni, la maggior parte delle opere sono state tolte. Se però avete ancora voglia di godervi qualche lavoro particolare o semplicemente avete voglia di rivedere  opere dal design moderno ci sono ancora un po’ di date disponibili:

  • Vi segnaliamo, innanzitutto, che il lavoro di Carlos Amorales rimarrà al suo posto fino all’ 8 luglio 2019.  Così, chi se lo fosse perso, può recuperare con tutta calma!
  • Eataly allestisce, fino al 12 maggio e in piazza XXV Aprile, il giardino Prato Fiorito, un giardino biologico che vuole diffondere l’dea della difesa della biodiversità per contro al trattamento intensivo sulle piante.
  • La mostra Immersione Libera, in via Carlo Botta 18. Fino al 18 maggio, negli spazi della Palazzina dei Bagni Misteriosi una serie di artisti propongono opere originali a soggetto non esclusivamente acquatico.
  • A Palazzo Reale e fino al 12 maggio, Kartell propone una mostra che celebra i 70 anni della compagnia. L’evento racconta come arte e design si siano spesso intrecciati nella storia dell’azienda italiana, che ha saputo dialogare efficacemente anche con le più significative correnti artistiche del tempo passato e presente.
  • La mostra d’architettura di Tadao Ando nell’Armani Silos, in via Bergognone 40, zona Tortona. Per chi non lo sapesse, l’architetto giapponese è stato colui che ha costruito, nel 2001, il primo edificio del brand Armani, e colui che ha dato il via alla vincente riqualificazione della zona Tortona, ora considerato centro nevralgico della moda e del design. La mostra antologica ripercorre alcuni dei progetti più significativi di Ando, con taccuini, bozze e video installazioni ad attendervi!
  • Sempre in zona Tortona, Martina Simeti ha inaugurato con Broom la mostra personale di Sylvie Auvray, artista francese che attraverso scope composte da vari materiali, come ceramica, tessuti vegetali e metalli, offre uno spunto molto interessante ed originale sul fare arte con oggetti ordinari. Potrete visitare le sue opere fino al 17 maggio.

 

Con tutte queste possibilità non vi resta dunque che prendervi tutto il tempo che vi serve per scegliervi un giorno in cui siete liberi e trarre spunto da qualche mostra interessante, che possa magari ispirarvi per trovare soluzioni originali e fuori dagli schemi per i problemi quotidiani che ci troviamo ad affrontare.

O forse, semplicemente, godervi una giornata spensierata perdendovi tra opere d’arte (moderna).

 

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